Adeguamento Sismico o Miglioramento Sismico?

adeguamento sismico

Adeguamento sismico: Quando è necessario?

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    Gli interventi di adeguamento sismico avvengono su edifici già esistenti: si tratta di una misura preventiva, onde evitare il verificarsi di danni in caso di un evento sismico.

    Cosa prevede un’adeguamento sismico?

    Questa tipologia di interventi prevede un adeguamento del livello di sicurezza antisismica, in modo che la sicurezza sia pari a quella di una nuova costruzione: a seguito dell’intervento, l’edificio dovrà soddisfare i requisiti richiesti dalle “Norme tecniche delle costruzioni” del 2018 e i successivi aggiornamenti.

    L’adeguamento sismico è obbligatorio?

    La normativa attuale stabilisce che questa tipologia di interventi sia obbligatoria per gli edifici considerati strategici o con una funzione di pubblica utilità: ad esempio, edifici governativi, ospedali, scuole.

    Non esiste, invece, un obbligo di legge per le abitazioni private, a meno che non si abbia intenzione di intervenire sull’edificio esistente con modifiche tali da: alterare la struttura originaria, variare il comportamento strutturale dell’edificio o la sua destinazione d’uso.

    Ecco alcuni casi in cui eseguire degli interventi di adeguamento sismico è obbligatorio:

    • se si intende sopraelevare una costruzione, ad esempio, aggiungendo un piano a un’abitazione;
    • se la superficie calpestabile viene ampliata e la modifica incide sul comportamento strutturale dell’edificio, come, per esempio, quando si aggiunge una veranda, un garage o altre costruzioni strutturalmente connesse a un edificio già esistente;
    • se gli interventi in progetto prevedono variazioni di carico sulle fondamenta o sui singoli piani;
    • se viene modificata la destinazione d’uso dell’edificio, come nel caso in cui una fabbrica abbandonata venga ristrutturata per essere trasformata in una scuola.

    In tutti questi casi, sarà necessario eseguire una valutazione di sicurezza sull’intero edificio e presentare una verifica di collaudo statico, così come avviene per gli interventi di miglioramento sismico.

    Ricordiamo, però, che se gli interventi riguardano solo alcuni elementi strutturali, come la riparazione o la sostituzione di un solaio, bisogna fare riferimento alla normativa sugli interventi locali.

    ADEGUAMENTO SISMICO O MIGLIORAMENTO SISMICO: QUAL È LA DIFFERENZA?

    Entrambe le tipologie di interventi agiscono su elementi strutturali dell’edificio nel rispetto delle norme antisismiche, ma, come ti abbiamo già anticipato, la differenza è data dal livello di sicurezza garantito dall’uno o dall’altro tipo di intervento.

    Miglioramento e Adeguamento sismico: differenze

    Ci teniamo a sottolineare bene questa differenza: l’intervento di miglioramento sismico è appunto un miglioramento; l’obiettivo è quello di aumentare il livello di sicurezza antisismica, senza per questo raggiungere lo stesso livello di un edificio di nuova costruzione. Al contrario, l’adeguamento sismico prevede il raggiungimento della soglia di sicurezza richiesta dalla legge, in base alla zona di rilevanza sismica in cui si trova l’edificio.

    Prima di realizzare un intervento di adeguamento sismico, il progettista e i tecnici dovranno studiare attentamente l’edificio esistente, in modo da proporre le soluzioni più adeguate per:

    • Permettere alla struttura di assorbire le azioni provocate da un sisma;
    • Garantire la funzionalità degli ambienti;
    • Mantenere le caratteristiche originarie dell’edificio, scegliendo dei materiali adeguati.

    INTERVENTI DI ADEGUAMENTO SISMICO: QUALI SONO? 

    Ecco alcuni esempi di interventi di adeguamento sismico su edifici esistenti:

    CONSOLIDAMENTO DELLE MURATURE

    Eventuali deficit strutturali, dovuti a errori di calcolo in fase di progettazione (sottodimensionamento della struttura), possono causare dei cedimenti e compromettere la stabilità dell’intero edificio; inoltre, con il passare degli anni, gli edifici in muratura possono essere danneggiati dall’aggressione degli agenti atmosferici, soprattutto vento e acqua. In questi casi, è necessario eseguire un rafforzamento di solai e pareti (portanti e non). Tra le tecniche più comuni per il consolidamento troviamo l’uso di intonaci fibrorinforzati o altri materiali resistenti (fibre di carbonio o di vetro), l’iniezione di malte o resine termoindurenti; il rinforzo di pareti e solai tramite lamelle d’acciaio e il risanamento di crepe e lesioni, grazie a barre di carbonio o acciaio.

    RINFORZO DI STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO O LIGNEE

    Travi di legno, travi in cemento armato, pilastri e colonne: tutti questi elementi strutturali sono soggetti a errori di calcolo durante la fase di dimensionamento, a usura e a sollecitazioni, per cui conviene eseguire degli interventi specifici di rinforzo. Anche in questo caso, le fibre di carbonio sono tra i materiali più usati perché leggere e di veloce applicazione.

    Leggi anche il nostro Articolo sulla risposta sismica locale

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