La carta geologica: cos’è, a cosa serve?

La carte geologica è il prodotto dell’attività di ricerca scientifica finalizzata alla conoscenza e alla descrizione delle caratteristiche geologiche di un territorio

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    Reppresenta il momento di sintesi delle conoscenze geologiche acquisite su una determinata area; è un documento tecnico-scientifico che nasce sul terreno dove il geologo rilevatore osserva, misura e descrive le rocce e i terreni affioranti, raccoglie campioni da analizzare in laboratorio, riportando le osservazioni raccolte su una carta topografica. 

    La realizzazione di una carta geologica vede coinvolti più tipologie di geologi, come ad esempio bio-stratigrafi, paleontologi, mineralogisti, petrografi, geofisici, geo-morfologi, cartografi, informatici, che contribuiscono alla formazione del foglio che ricomprenderà tutti i contributi scientifici che ciascuno ha rilevato per le tematiche di propria competenza. Attraverso l’utilizzo di colori, di apposita simbologia, di schemi esplicativi, di un’apposita legenda, si crea un Foglio geologico con la sua Nota Illustrativa, tutti i dati contenuti nel foglio vengo raccolti in una banca dati appositamente strutturata.

    Le informazioni che possono essere ricavate dalla consultazione di una carta geologica riguardano in particolare: la litologia, il contenuto fossilifero e mineralogico, l’età delle formazioni geologiche, la genesi e messa in posto delle rocce, i rapporti stratigrafici e tettonici dei corpi rocciosi, l’evoluzione dinamica indotta, nel tempo e nello spazio, dagli agenti endogeni ed esogeni e dall’attività antropica.Una carta geologica, offre quindi un quadro generale delle informazioni geologiche acquisite su una determinata area.

    La conoscenza geologica del territorio e del suo sottosuolo è patrimonio informativo, culturale e scientifico, a disposizione della comunità tutta e rappresenta un requisito indispensabile per qualsiasi forma di programmazione territoriale ed è condizione essenziale per la salvaguardia della vita dell’uomo, dei suoi insediamenti e delle infrastrutture funzionali alle sue attività.

    Il suo corretto utilizzo contribuisce a favorire la migliore programmazione degli interventi per la mitigazione, riduzione e prevenzione del dissesto idrogeologico, alla comprensione dei processi naturali del passato e in atto, consentendo la migliore ubicazione e progettazione di infrastrutture sicure, l’individuazione e la gestione sostenibile delle risorse naturali (idriche ed energetiche rinnovabili), per lo sviluppo di una società resiliente ai cambiamenti climatici e alle pericolosità geologiche e la gestione sicura e sostenibile delle grandi aree urbane.  

    Un po’ di storia

    La formazione della Carta geologica ha una storia antica; la più antica carta geologica conservata fu realizzata intorno al 1150 a.C. e riguarda i depositi auriferi dell’Egitto – cosiddetto Papiro delle Miniere – (attualmente esposta al Museo Egizio di Torino).

    In Europa la prima carta geologica moderna risale invece al 1819, anno in cui William Smith creò la prima carta geologica dell’Inghilterra. Negli anni della rivoluzione industriale, soprattutto in Gran Bretagna si assiste alla trasformazione del processo produttivo che passa da agricolo-manifatturiero a sistema industrializzato che quindi necessita dell’utilizzo di combustibili fossili e quindi nel XIX quando l’industrializzazione si espande in altri Paesi europei la ricerca delle materie prime come carbone, zolfo, ferro ecc. diventa una priorità. arta Geologica della Sicilia /Corpo R. delle Miniere.

    Tuttavia la conoscenza geologica del territorio era anche rivolta agli studi per la costruzione di opere pubbliche, per lo sviluppo della rete ferroviaria, la progettazione di dighe e invasi e per gli studi degli eventi sismici, alluvionali e franosi. La carta geologica divenne da documento scientifico- naturalistico, uno strumento irrinunciabile se utilizzato a fini applicativi.

    Anche in Italia, gli studiosi di Scienze della Terra avevano ben compreso l’utilità della conoscenza geologica del territorio, quindi unendo l’interesse scientifico-naturalistico con la necessità di conoscere approfonditamente il loro territorio, soprattutto ai fini di un vantaggioso utilizzo delle risorse naturali disponibili, avevano iniziato ad approfondire lo studio geologico e a mappare il territorio.

    Fin dai primi anni del 1800, gli studiosi italiani di geologia avevano manifestato l’intenzione di realizzare una carta geologica dell’Italia in analogia con quanto accadeva in altri Paesi europei.

    E finalmente il progetto di realizzazione della Carta geologica ufficiale d’Italia alla scala 1:50.000, fu previsto da un regio decreto del 12 dicembre 1861, poi confermato con il regolamento emanato il 30 agosto 1868. 

    Purtroppo però fu avviato e interrotto varie volte fino a quando nel 1870 si decise di riprenderlo ma di adottare la scala 1:100.000 per mancanza della base topografica alla scala 1: 50.000.

    Varie vicissitudini storiche hanno costellato e rallentato il percorso della produzione di cartografia geologica. Il primo foglio alla scala 1:100.000 esce nel 1878, l’ultimo cento anni dopo.

    Il Progetto CARG (Cartografia Geologica) è un progetto nazionale nato alla fine degli anni ’80, coordinato dal Servizio Geologico d’Italia e realizzato in collaborazione con Regioni e Province autonome, CNR e Università. Prevede la realizzazione di 636 fogli – o mappe – in scala 1:50.000 che, nel loro insieme, costituiranno il “puzzle” dell’intero territorio nazionale.

    La cartografia geologica di base è un importante strumento di conoscenza del territorio ed è di fondamentale importanza nella valutazione, prevenzione e mitigazione dei rischi naturali. Rappresenta infatti il presupposto per qualsiasi intervento di ricerca di georisorse, valorizzazione ambientale e turistica, difesa del suolo, pianificazione territoriale e progettazione di opere ed infrastrutture. La “geologia di base“, dal canto suo, non è una disciplina accademica, appannaggio dei soli esperti, ma riguarda molti aspetti della vita comune. È utile, per esempio, a stabilire la pericolosità geologica, idrogeologica e sismica di un territorio e a prendere tutte le misure di prevenzione che possano evitare danni a cose e persone in caso di terremoti, frane e alluvioni.