Obbligatorietà della relazione Geologica e geotecnica

La relazione geologica è sempre obbligatoria (6.2.1 NTC 2018) nel caso in cui gli interventi riguardino opere di cui al punto 6.1.1 delle NTC 2018 

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    Questo vuol dire che per opere di fondazione, opere di sostegno, opere in sotterraneo, opere e manufatti di materiali sciolti naturali, fronti di scavo, miglioramento e rinforzo dei terreni e degli ammassi rocciosi, consolidamento dei terreni interessanti opere esistenti, nonché valutazione della sicurezza dei pendii e fattibilità di opere che hanno riflessi su grandi aree. E/o nel caso in cui gli interventi abbiano “influenza” sulle opere di fondazione della struttura interessata dall’intervento.

    Deve intendersi che relativamente alle opere di fondazione si assume che gli interventi sulla struttura in elevazione delle costruzioni non hanno influenza sulle opere fondali se l’incremento di carico al piede nella combinazione rara non è “significativo” e cioè non eccede, ad esempio, il 10% del carico esistente prima dell’intervento, come suggerito anche nelle “Linee guida per i geologi istruttori delle pratiche sismiche”, a cura dell’Ordine dei Geologi della Lombardia (nel testo approvato con delibera n. 97 del 13/06/2017 integrato come da delibera n. 127 del 7/09/2017).

    In quali altri casi c’è l’obbligatorietà della relazione Geologica?

    Al di fuori dei due casi indicati, L’Obbligatorietà della relazione Geologica non è scritta nelle norme procedurali, e la necessità e la modalità di presentazione vanno quindi ricercate in modo attento nella progettazione, caso per caso. Ad esempio, se l’intervento prevede anche la verifica di adeguatezza della costruzione, si tratta di valutare volta per volta a cura del progettista dell’intervento se l’insieme delle informazioni di cui dispone, coerentemente con il livello di conoscenza adottato e con le previsioni delle norme tecniche per le costruzioni e degli strumenti di pianificazione comunali, è sufficiente a garantire l’affidabilità del calcolo eseguito e dei livelli di sicurezza raggiunti, anche in funzione dell’importanza dell’opera e del suo comportamento prevedibile nel caso di evento sismico. Sarà cura del progettista esplicitare in tal senso le sue opportune considerazioni.

    Nei casi ordinari, la relazione geotecnica contiene (tra l’altro) l’attribuzione della categoria di sottosuolo e dei valori dei parametri fisico-meccanici caratteristici del terreno, nonché la conferma della stabilità del sito nei confronti della liquefazione.

    Obbligatorietà della relazione Geotecnica

    Anche la relazione geotecnica è sempre obbligatoria nei casi sopra indicati in riferimento all’obbligatorietà della relazione geologica. Nel caso di costruzioni o di interventi di modesta rilevanza, che ricadano in zone ben conosciute dal punto di vista geotecnico, la relazione geotecnica sarà di tipo “semplificato”: includerà la rappresentazione di indagini e prove preesistenti (6.2.2 NTC 2018, ultimo capoverso) a illustrazione e giustificazione dei parametri progettuali assunti. Nel caso di valutazioni della sicurezza di edifici esistenti, la verifica del sistema di fondazione è obbligatoria solo se sussistono condizioni che possano dare luogo a fenomeni di instabilità globale o se si verifica una delle seguenti condizioni (8.3 NTC 2018): “nella costruzione siano presenti impor- tanti dissesti attribuibili a cedimenti delle fondazioni o dissesti della stessa natura si siano prodotti nel passato; siano possibili fenomeni di ribaltamento e/o scorrimento della costruzione per effetto di condizioni morfologiche sfavorevoli, di modificazioni apportate al profilo del terreno in prossimità delle fondazioni, delle azioni sismiche di progetto; siano possibili fenomeni di liquefazione del terreno di fondazione dovuti alle azioni sismiche di progetto. Allo scopo di verificare la sussistenza delle predette condizioni, si farà riferimento alla documentazione disponibile e si potrà omettere di svolgere indagini specifiche se sussistono elementi di conoscenza sufficienti per effettua- re le valutazioni precedenti”.

    In generale, pertanto, ad esclusione dei casi sopra indicati, devono essere sempre compilati il modulo 9 (sottoscritto dal geologo) e il modulo 10 (sottoscritto dall’estensore della relazione geotecnica, il quale può essere il geologo stesso, oppure il progettista delle fondazioni o dell’intervento geotecnico); in assenza di tali moduli, è obbligatoria la presentazione del modulo 11 (dichiarazione del progettista strutturale relativa ad opere e sistemi geotecnici, per escludere le evenienze sopra indicate). Non è possibile modificare il testo fisso dei moduli della DGR 5001/2016.

    Solo il progetto non basta! Cos’altro serve?

    Si ricorda inoltre che l’esame del progetto svolto da ingegneri e architetti non può comprendere gli aspetti legati alla pericolosità geologica del sito e quindi non può riguardare i contenuti delle relazioni geologiche, che restano di competenza esclusiva dei professionisti geologi. Di tale circostanza deve trovarsi traccia all’interno del parere tecnico. In tali casi, è doveroso segnalare all’autorità sismica competente che nell’eventuale assenza del parere di un geologo, il rilascio dell’autorizzazione sismica in zona 2 (o comunque degli altri atti formali previsti dalla legge regionale) avviene sotto la responsabilità diretta dell’autorità comunale stessa.


    Quindi, “la relazione geologica deve sempre essere allegata al progetto ad esclusione degli interventi non elencati al punto 6.1.1 delle NTC2018 o che non hanno influenza su di essi. Si tratta infatti di un documento obbligatorio contenuto all’interno delle relazioni specialistiche previste al punto 5.1) del capitolo C10.1 della circolare 7 del 21 gennaio 2019.”

    “Nel caso di costruzioni o interventi di modesta rilevanza, secondo quanto previsto dal paragrafo 6.2.2. NTC2018, la progettazione può essere basata sull’esperienza e sulle conoscenze disponibili. Nel caso di costruzioni o di interventi di modesta rilevanza, che ricadano in zone ben conosciute dal punto di vista geotecnico, la progettazione può essere basata su preesistenti indagini e prove documentate, ferma restando la piena responsabilità del progettista su ipotesi e scelte progettuali”.