Relazione Geotecnica: quando deve essere redatta e da chi?

La relazione geotecnica è uno dei documenti necessari che servono per ottenere il permesso di costruzione degli edifici. scopriamo nel dettaglio a cosa serve e cosa contiene.

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    Cos’è la Geotecnica?

    La geotecnica, è la disciplina cha studia la meccanica delle terre e delle rocce e la loro applicazione nelle opere di ingegneria. Ovvero, attraverso prove sperimentali in situ e prove di laboratorio, analizza le proprietà fisico meccaniche dei terreni e delle rocce.

    Relazione Geotecnica, le normative.

    Con l’entrata in vigore delle Nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni del 17 gennaio 2018 (di seguito indicate con NTC 2018), che sostituiscono e modificano in parte le precedenti Norme Tecniche del 14 gennaio 2008 (NTC2008), al Capitolo 6 “Progettazione Geotecnica”, paragrafo 6.2.2 “Indagini, caratterizzazione e modellazione geotecnica” viene specificato quali devono essere i contenuti della Relazione Geotecnica, che deve essere redatta sulla base del progetto strutturale definitivo dell’opera redatto dal progettista incaricato (ingegnere strutturista).

    Tale relazione insieme alla Relazione Geologica, che può solo essere redatta da un geologo abilitato, è parte integrante della documentazione tecnica che deve essere consegnata agli uffici tecnici.

    Le NTC 2018 al paragrafo 6.2.1. sottolineano espressamente una netta distinzione tra Relazione Geologica (risultato dello studio geologico) e Relazione Geotecnica (risultato dello studio geotecnico) indicandone i contenuti di ciascuna.

    Da chi viene redatta la relazione Geotecnica?

    La Relazione Geotecnica deve essere redatta a corredo del progetto strutturale dell’opera costruenda e deve descrivere la modellazione geotecnica e la modellazione sismica del sito (quest’ultima in verità deve anche essere contenuta nella Relazione Geologica in quanto indispensabile per definire la pericolosità sismica di base e di sito): entrambi i modelli dovranno essere elaborati e suffragati da apposite indagini con prove in situ e/o di laboratorio. In particolare, come ricorda la norma, le scelte progettuali, il programma e i risultati delle indagini, la caratterizzazione e la modellazione geotecnica di cui al § 6.2.2, unitamente alle analisi per il dimensionamento geotecnico delle opere e alla descrizione delle fasi e modalità costruttive, devono essere illustrati in una specifica Relazione Geotecnica. Per modello geotecnico del sottosuolo si intende uno schema rappresentativo del volume (geotecnico) significativo di terreno, suddiviso in unità omogenee sotto il profilo fisico-meccanico, che devono essere caratterizzate con riferimento allo specifico problema geotecnico. Nel modello geotecnico di sottosuolo devono essere definiti il regime delle pressioni interstiziali e i valori caratteristici dei parametri geotecnici.

    Foto 1 – Sondaggio geognostico a carotaggio continuo

    Cosa prevede la relazione Geotecnica?

    La Relazione Geotecnica dovrà prevedere: l’identificazione del sottosuolo e la risposta sismica (caratterizzazione litostratigrafica e geomeccanica del sottosuolovolume significativo, definizione dei parametri caratteristici dei terreni, Vs30eq), l’acquisizione dei parametri di progetto (vita utile, tempo di ritorno etc.), l’acquisizione dei dati inerenti l’opera (impianto strutturale, caratteristiche progettuali etc.), le combinazioni di carico (combinazioni di carico, tipo di analisi strutturale, verifiche geotecniche, scarichi della struttura, etc.).

    Foto 2 – Stratigrafia da sondaggio geognostico e prelievo di campioni indisturbati

    La Relazione Geotecnica può solo essere redatta da un geologo o da un ingegnere. Quindi ai sensi delle NTC2018 il geotecnico è sia il geologo che l’ingegnere.

    Per stimare il corrispettivo per redigere una Relazione Geotecnica (senza prove in situ o di laboratorio, esse dovranno quindi essere computate a parte) si può fare riferimento al computo per le procedure di affidamento dei contratti pubblici (“Codice dei contratti pubblici” art.31 c.8 del D.Lgs. 18.04.2016 n. 50) anche se con il Decreto Bersani (2007) il mercato è stato liberalizzato e di fatto non esiste più un tariffario a cui attenersi.