Geologia & Geotecnica

Indagini Geognostiche

La geognostica utilizza particolari procedure (come i sondaggi geognostici, le prove in sito, le prove penetrometriche statiche e dinamiche, le indagini geofisiche sismiche e geoelettriche, le prove di laboratorio, lei nstallazione di strumentazione di monitoraggio) al fine di fornire dati e informazioni necessarie per la caratterizzazione geotecnica dei terreni. La loro corretta programmazione ed interpretazione rappresenta un momento di fondamentale importanza per la definizione del modello geologico del sottosuolo. Sotto l’aspetto normativo, in Italia esistono le Norme Tecniche sulle Costruzioni, il D.M. del 17 gennaio 2018 (aggiornamento NTC 2008, le quali obbligano l’esecuzione delle indagini geognostiche per la progettazione di qualsiasi opera pubblica e privata. I sondaggi, o altri tipi di indagini geognostiche, devono essere eseguite da ditte specializzate sotto la supervisione di un geologo di comprovata esperienza.

Sondaggi Geognostici

Nel corso dei sondaggi geognostici si esegue un vero e proprio prelievo del terreno sotto forma di “carote” e per questo, questi tipi di indagini ai fini stratigrafici, vengono chiamati ‘’sondaggi a carotaggio continuo’’. I sondaggi vengono eseguiti con particolari trivelle chiamate sonde da sondaggi in grado, tramite sistemi di rotazione, di prelevare le “carote” con dei tubi chiamati “carotieri” che possono essere di tipo semplice o doppio, a seconda del numero di “pareti” che si interpongono fra la carota e il foro. La spinta e la rotazione vengono impresse da apposite aste di diametro solito di 76mm. Le carote di terreno vengono poste in “cassette catalogatrici” che servono a conservare a lungo il materiale prelevato e soprattutto consentono al geologo di leggere e quindi redigere, in maniera dettagliata, la stratigrafia del sottosuolo. Durante le perforazioni è possibile prelevare campioni indisturbati con vari tipi di campionatori, ed eseguire prove in situ SPT, SDMT, scissometriche e prove di permeabilità. Il foro può essere strumentato con tubi piezometrici (da 40 mm o da 89mm microfessurati), con tubi inclinometrici, tubi per prove sismiche in foro (DH-CH) e di sonda inclinometrica, di freatimetri e termometri per misure in foro

Prove Penetrometriche

Le prove penetrometriche fanno parte delle indagini in situ geotecniche. Esse permettono di caratterizzare indirettamente il sottosuolo attraverso l’infissione di una punta nel terreno.

Si possono distinguere:

  • Prove penetrometriche statiche (CPT);
  • Prove penetrometriche statiche con piezocono (CPTU);
  • Prove penetrometriche dinamiche (DPSH);
  • Standard penetration test (SPT);
  • Prove dilatometriche.

Lo strumento che permette di effettuare le prove penetrometriche è il penetrometro. Esso è costituito da una cella di carico che permette di spingere punta e aste nel terreno con una forza che varia a seconda della tipologia del penetrometro (generalmente la spinta è di 20 tonnellate).I penetrometri possono essere installati su piccoli cingolati, oppure su camion. In entrambi i casi, essi devono essere provvisti di un sistema di contrasto alla spinta che esercitano per infiggere le aste nel terreno. Il contrasto si può ottenere attraverso l’”ancoraggio” al terreno, oppure mediante il peso stesso dello strumento.

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